Biografia

Mario Botta, dopo un periodo d’apprendistato a Lugano, frequenta il liceo artistico di Milano e prosegue i suoi studi all’Istituto Universitario d’Architettura di Venezia, dove si laurea nel 1969 con i relatori Carlo Scarpa e Giuseppe Mazzariol. Durante il periodo trascorso a Venezia, ha occasione di incontrare e lavorare per Le Corbusier e Louis I. Kahn.

Nel 1970 apre il proprio studio a Lugano e, da allora, svolge un’importante attività didattica, tenendo conferenze, seminari e corsi presso scuole d’architettura in Europa, in Asia, negli Stati Uniti e in America Latina. Nel 1976 è nominato professore invitato presso il Politecnico di Losanna e nel 1987 presso la Yale School of Architecture a New Haven, USA.

Dal 1983 è nominato professore titolare delle Scuole Politecniche Svizzere e dal 1982 al 1987 è stato membro della Commissione Federale Svizzera delle Belle Arti. Dalle case unifamiliari in Canton Ticino il suo lavoro ha abbracciato tutte le tipologie edilizie: scuole, banche, edifici amministrativi, biblioteche, musei ed edifici del sacro. Nel corso degli ultimi anni si è impegnato come ideatore e fondatore della nuova Accademia di Architettura di Mendrisio, dove tuttora insegna e dove ha ricoperto l’incarico di direttore per l’anno accademico 2002/03.

Il suo lavoro è stato premiato con importanti riconoscimenti internazionali (tra i quali il Merit Award for Excellence in Design by the AIA per il SFMOMA, Museo d’Arte Moderna a San Francisco) e numerose sono le mostre dedicate alla sua ricerca. A settembre 2010 il museo MART di Trento e Rovereto ha celebrato i 50 anni di attività dell’architetto con una grande retrospettiva.

L’opera di Mario Botta unisce l’architettura ad un forte senso urbano; la città è per Botta il terreno di continuo confronto tra pratica progettuale e ricerca del senso, delle forme, delle modalità d’intervento, per rispondere, caso per caso, alla tematiche affrontate che non si risolvono mai con il gesto autoreferenziale e distaccato dell’edificio costruito, ma con un dialogo profondo tra storia del tessuto urbano e territoriale e nuova costruzione pensata anzitutto dal punto di vista del suo valore civico e collettivo.

Tra le sue opere meritano di essere ricordate: il teatro e casa per la cultura a Chambéry; la Mediateca a Villeurbanne; il SFMOMA Museo d’Arte Moderna a San Francisco; la Cattedrale della Resurrezione a Evry; il Museo Jean Tinguely a Basilea; la Sinagoga Cymbalista e Centro dell’eredità Ebraica a Tel Aviv; la Biblioteca Municipale a Dortmund; il Centro Dürrenmatt a Neuchâtel; il MART Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto; la Torre Kyobo e il Museo Leeum a Seoul; gli edifici amministrativi della Tata Consultancy Services a Nuova Delhi e Hyderabad; il Museo e Biblioteca Fondation Bodmer a Cologny; la Chiesa Papa Giovanni XXIII a Seriate; la ristrutturazione del Teatro alla Scala di Milano; la Chiesa del Santo Volto di Torino; il Centro benessere Tschuggen Berg Oase ad Arosa; la cantina Château Faugères a Saint-Emilion, il Museo Bechtler a Charlotte, la Chiesa di Santa Maria Nuova a Terranuova Bracciolini, le stazioni della metropolitana di Napoli, il Museo dell’Architettura a Mendrisio. A Suvereto, nei pressi di Livorno ha costruito la Cantina Petra e ad Azzano, Asti una cappella privata.

Nel 2001 realizza in collaborazione con lo scultore Giuliano Vangi la Cappella funeraria della famiglia D’Angilio presso il cimitero di Azzano a Seravezza. Recentemente inaugurata è la biblioteca della Tsingua University a Pechino (2011).


Le immagini pubblicate nella TimeLine sono state estratte dai siti: www.botta.chwww.tracce.morettispa.itwww.archimagazine.com,
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