Il Campanile in mattoni che fiancheggia la Collegiata è opera incompiuta, in quanto il progetto prevedeva il rivestimento in marmo. ..All’interno un capolavoro di scala a forma elicodale, unico nel suo genere
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Biografia

Nato a Firenze, viene presto definito "Maestro di Porta", per i lavori compiuti per l'Opera del Duomo di Pietrasanta. Non abbiamo notizie circa la sua formazione in bottega; i primi dati risalgono al 1485, anno in cui si trasferisce a Pietrasanta, passata sotto il dominio di Firenze. Qui si occupa delle opere di rafforzamento delle mura e della porta della città. Nel 1498 la fortezza di Pietrasanta è ceduta a Carlo VIII di Francia, quindi Benti si muove verso Genova, dove nel 1499 l'abate Lorenzo Fieschi gli commissiona, insieme a Benedetto da Rovezzano, la cantoria marmorea della chiesa di S. Stefano. Oggi è visibile parte di essa al di sopra del portale d'ingresso, con quattro lastre marmoree con figure di angeli musicanti sul lato anteriore, mentre sui fianchi lo stemma dei Fieschi. Continua la collaborazione con il collega Benedetto da Rovezzano quando Luigi XII di Francia gli commissiona, insieme a Michele D'Auria, Girolamo Viscardi, un monumento funebre per i duchi d'Orléans.

Nel 1504 il monumento è montato nella chiesa dei celestini a Parigi (oggi a St.-Denis). Nelle varie parti scultoree si nota una forte differenza qualitativa: le quattro figure relative ai duchi defunti, sono rese in maniera piuttosto goffa e pesante (da attribuire pertanto forse alla mano di D'Auria e Viscardi); totalmente diversa è la fattura delle statuine del basamento in cui si può riconoscere l’arte di Benedetto da Rovezzano; il Benti probabilmente segue quest’ultimo nella realizzazione di alcune di queste statuine più rigide. Dal 1507 torna a lavorare a Pietrasanta, dove realizza le decorazioni del pulpito marmoreo per il Duomo di San Martino che raffigurano i Quattro evangelisti; il piedistallo su cui poggia è opera precedente di Lorenzo Stagi. Della stessa composizione doveva far parte una vaschetta, oggi acquasantiera, che nell'interno porta l'iscrizione MDVIII Donatus Renti fiorentinus faciebat.

Negli anni successivi sono documentati suoi interventi anche nell’attiguo Battistero, in particolare su una vasca, e sul campanile, di cui è responsabile forse addirittura della progettazione. Sappiamo, attraverso atti ufficiali e lettere autografe, che nel 1518 è indicato come riferimento di fiducia di Michelangelo nel sovrintendere i lavori di apertura delle nuove cave di Seravezza e del trasporto dei marmi. Fino al 1531 perdura il suo impegno presso l’opera del Duomo di Pietrasanta: è incaricato di scolpire il Marzocco e gli stemmi medicei di Papa Leone X da apporre sulla facciata della Chiesa di S. Martino. Lavora anche per le decorazioni di opere cittadine o per le chiese del circondario, ad esempio realizza le sculture dei  SS. Sebastiano, Rocco ed Antonio per la Pieve di Vallecchia. Muore nel 1537 a Pietrasanta.


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