“Scultore giovane di molto merito”
Pietro Tacca, 1614

Biografia

Nasce a Massa nel 1583. Fortemente influenzato dall’ambiente artistico fiorentino, riesce comunque a portarvi dei preziosi elementi di novità. Sul finire del secolo si forma alla scuola di Tiziano Aspetti a Padova, tornando poi in Toscana insieme al maestro. La prima opera giovanile di cui sia ha notizia, la Madonna col Bambino in marmo, si data al 1604 ed è conservata nel cortile del convento dei Cappuccini di Massa; alcuni recenti studi vorrebbero però datarla a un momento precedente il suo apprendistato presso l’Aspetti e quindi dare inizio alla sua attività artistica da autodidatta. Alla morte del maestro, avvenuta nel 1606, gli incarichi rimasti incompiuti passano in mano al giovane Felice. In particolare inizia a lavorare per famiglie nobili Toscane come i Berzighelli e gli Usimbardi; esponenti di entrambe le famiglie hanno importanti contatti alla corte granducale, tanto da presentarlo a Ferdinando I de’ Medici.

L’anno seguente realizza il Ritratto di Tiziano Aspetti, in omaggio postumo per il sepolcro che Cosimo Berzighelli vuole erigere nel chiostro della chiesa del Carmine di Pisa. Ancora per lo stesso Berzighelli progetta qualche anno dopo la cappella della villa familiare di Capannoli (oggi Villa Masi). Tra il 1610 e il 1612 lavora all’apparato decorativo dell’altare maggiore del santuario di Santa Maria della Fontenuova di Monsummano Terme, Pistoia, su commissione di Cristina di Lorena, moglie di Ferdinando I: per il timpano realizza due Angeli. In questi stessi anni lavora nella chiesa di San Nicola a Pisa, nella cappella della Ss. Annunziata progettata dall’architetto granducale Matteo Nigetti, per volontà ancora di Cristina di Lorena, e alla cappella del Ss. Sacramento, voluta da Maria Maddalena d’Austria, moglie del nuovo granduca Cosimo II.

Nel 1614, dopo essere stato ammesso all’Accademia del disegno di Firenze, compare tra gli artisti che decorano la cappella Usimbardi nella Basilica di Santa Trinità, per la quale realizza il Pellicano e il Crocifisso, due bronzei posti al centro del timpano dell’altare. Alla sua mano si devono anche il Ritratto del Vescovo Pietro Usimbardi e il Ritratto del Vescovo Usimbardo Usimbardi, posti sulle pareti laterali. Realizza molti altri busti-ritratti per la stessa famiglia Usimbardi, oggi conservati in alcuni grandi musei, come ad esempio quello di Usimbardo o Pietro al Victoria and Albert Museum di Londra. Nel 1615 decora il fonte battesimale del Duomo di Pietrasanta – oggi nel battistero di San Giacinto – completando l’opera di Donato Benti e Orazio Bergamini, con uno sportello bronzeo con una scena del Battesimo di Cristo, e realizzando poi una statuetta marmorea del Cristo risorto posta al culmine della struttura, un’altra bronzea di Noè – attualmente conservata presso l’Art Gallery of Ontario di Toronto, e le armi granducali in marmo, stemma della casa regnante.

Tra il 1618 e il 1621 lavora a due statue bronzee per il Duomo di Pisa a decorazione delle acquasantiere dell’ingresso: si tratta di un Cristo e un San Giovanni Battista. Nello stesso periodo realizza il Giove saettante situato oggi nella villa Medicea del Poggio Imperiale, nei pressi di Firenze, opera a cui si deve la maggior parte della sua fama. La scultura sembra essere originariamente realizzata per volere di Cosimo II per decorare l’Isola di Venere del Giardino di Boboli e doveva trovare collocazione insieme al Saturno di Gherardo Silvani, alla Frode di Francesco Susini, alla Latona di Agostino Ubaldini e al Vulcano di Chiarissimo Fancelli. Viene spostata nella sede attuale probabilmente nel 1635. Nel 1621 partecipa alla realizzazione degli apparati funebri in onore del granduca Cosimo II, con una personificazione della Prudenza. Muore a Massa a seguito di una lunga malattia nel 1625.


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www.inghirami.it, www.massarinascimento.it

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