“Fortunatamente l’arte ha una grande dote, quella di essere inesauribile. È un processo senza fine, nel quale non si smette mai di imparare”
Fernando Botero

Biografia

Fernando Botero inizia la sua carriera a sedici anni come illustratore di “El Colombiano”, il giornale più importante della sua città natale. Nel 1952, grazie al denaro vinto col secondo premio di pittura al IX salone degli artisti colombiani, intraprende un viaggio–studio in Europa. A Madrid frequenta l’Accademia di San Fernando, ed esegue delle copie delle opere di Velàzquez e Goya esposte al Museo del Prado. In Italia entra in contatto con le opere di Giotto e Andrea Mantegna, studiando quest’ultimo in particolar modo, ma apprezzando anche altri autori della scuola senese e del Rinascimento toscano.

Una volta tornato in patria, nel 1955, inizia ad esporre le sue opere ma riceve molte critiche a causa della sua mancata aderenza all’avanguardia francese. Non sentendosi compreso, si trasferisce in Messico, dove scopre la possibilità di dilatare le forme e di espandere in maniera esagerata il volume delle figure umane e degli oggetti, celebrando la vita dentro di loro e canzonando il loro ruolo nel mondo. Nel 1957 torna a Bogotà, dove vince il secondo premio al X salone degli artisti colombiani e nel 1958 ottiene la cattedra di pittura all’Accademia delle Arti. Per le aspre critiche che gli vengono mosse in occasione della sua nomina alla biennale colombiana, è costretto ad abbandonare nuovamente il suo paese, quasi in povertà.

Nel 1961 il MoMA di New York acquista il suo “Monna Lisa all’età di dodici anni”, e nel 1966 viene organizzata in Germania la sua prima mostra personale europea. Nel 1969, dopo una mostra a Parigi, inizia a esporre regolarmente a New York, in Europa e a Bogotà. A metà degli anni ’70 si dedica per un paio di anni esclusivamente alla scultura; giunge a Pietrasanta per la prima volta nel 1976, e due mesi dopo aver conosciuto il lavoro delle fonderie, porta a riprodurre il suo primo gesso. Oggi produce buona parte del suo lavoro di scultura a Pietrasanta, dove risiede l’intera estate ogni anno “per essere più vicino alle cave di marmo”.


Le immagini pubblicate nella TimeLine sono state estratte dal sito www.museodeibozzetti.it

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