"Homo raro, ingegno sublime, e nato per disposizione divina, e per gloria di Roma a portar luce al secolo"
Urbano VIII a proposito di Gian Lorenzo Bernini

Biografia

Figlio d’arte di uno scultore toscano, ancora ragazzo viene presentato al Cardinale Scipione Caffarelli-Borghese, protettore del padre a Roma. Si forma quindi nel fervente circuito artistico romano dell’epoca, di ispirazione caravaggesca e carraccesca, ricco di occasioni di confronto con altri artisti provenienti da tutta Europa. Le opere del periodo giovanile – compiute tra il 1616 e il 1624 – sono chiara espressione dello stile barocco e comprendono alcuni indiscussi capolavori, tutti commissionati dal Cardinale Borghese. Tra questi spicca il gruppo di Apollo e Dafne, in marmo bianco, oggi alla Galleria Borghese: la ninfa è rappresentata nell’atto della trasmutazione in albero di alloro, sfuggendo così all’amore impossibile del dio Apollo, secondo il mito narrato nelle Metamorfosi di Ovidio. Alla stessa commissione appartengono il primo Enea, Anchise e Ascanio e il Ratto di Proserpina, che vedono realizzarsi ancora soggetti di ispirazione mitologica e della letteratura classica, e il David, di stampo biblico.

Si evince già da subito la predilezione dell’artista per le raffigurazioni che ricreano un movimento, per la resa del dettaglio naturalistico e del virtuosismo delle forme. Queste caratteristiche contribuiscono alla sua fortuna come ritrattista. Il 1623 è l’anno dell’elezione al papato di Urbano VIII, Maffeo Barberini: già da subito manifesta la volontà di realizzare ambiziosi progetti urbanistici, utilizzando l’arte per comunicare la propaganda politica della Chiesa quale forza trionfante. Questi commissiona ad un giovanissimo Bernini, di cui ha grande stima, il Baldacchino di San Pietro, da porre come monumentale segnacolo alla tomba di San Pietro dentro la Basilica romana; l’opera è completata e inaugurata nel 1633.

Nel 1627, inizia la costruzione del monumento funebre proprio di Urbano VIII, che diventa il prototipo del sepolcro barocco. Il monumento è di ispirazione michelangiolesca, permeato di grande simbolismo: la mano del Papa benedice chi gli sta di fronte, con ai lati le personificazioni di Carità e Giustizia e tra le due la raffigurazione della Morte, anch’essa che rende omaggio alla gloria di questo personaggio. Negli stessi anni lavora insieme al padre Pietro, sempre su commissione papale, alla Fontana della Barcaccia per Piazza di Spagna, che si inserisce nei lavori dell’acquedotto dell’Acqua Vergine curati dallo stesso Pietro. Altra fontana importante per la propaganda Barberini è quella Del Tritone, commissionata al Bernini per la piazza omonima antistante il recente palazzo della famiglia pontificia.

Nel 1644 cambiano le direttrici del potere: con la morte di Urbano VIII, è la famiglia Pamphilj a salire al Vaticano con Innocenzo X. Di conseguenza cambia la fortuna dell’artista che non trova lo stesso favore da parte del nuovo pontefice; di questo periodo è la Transverberazione o Estasi di Santa Teresa d’Avila, con cui raggiunge i massimi livelli di espressione patetica. I rapporti col nuovo papato migliorano a tal punto da ricevere l’incarico della realizzazione della Fontana dei Quattro Fiumi per Piazza Navona, tra il 1648 e il 1651. L’obelisco che svetta sulle sculture è prelevato dal Circo di Massenzio, che poggia apparentemente sul vuoto, secondo un artifizio appositamente ideato dal Bernini; le allegorie dei quattro fiumi, il Nilo, il Gange, il Danubio e il Rio della Plata, possono essere interpretate come simbolo del trionfo della Chiesa sulle quattro parti del mondo, quindi ancora una volta, la produzione artistica è finalizzata alla propaganda politica della committenza. Nel 1655 un nuovo pontefice, Alessandro VII, e una nuova grande famiglia romana al potere, i Chigi. È questo un Papa amante delle arti, che raccoglie intorno a sé una nutrita schiera di artisti per le opere di ristrutturazione della città.

Bernini lavora lungamente all’interno e all’esterno della Basilica di San Pietro, progettando ad esempio la composizione che ospita la celebre Cattedra di San Pietro, trono ligneo di epoca medievale dal grande valore simbolico. L’opera esterna è naturalmente il grandioso colonnato ellittico che delimita la piazza, datato al 1656 e coronato da centoquaranta statue onorarie. Niente in questo progetto è casuale, tutto risponde a una precisa intenzione comunicativa e a un rimando ideologico, a partire dalla forma ovale della piazza, di derivazione cosmologica, e che trasmetteva di voler “ricever à braccia aperte maternamente i Cattolici per confermarli nella credenza, gl'Heretici per riunirli alla Chiesa, e gl'Infedeli per illuminarli alla vera fede”. Per la famiglia Chigi lavora alle decorazioni della cappella nella basilica di Santa Maria del Popolo, con le statue di Daniele e Abacuc e l'angelo; costruisce la Collegiata dell'Assunta ad Ariccia e la Parrocchiale di San Tommaso a Castel Gandolfo; nel 1666 progetta la sistemazione dell’Obelisco della Minerva; amplia il Palazzo Pontificio al Quirinale.

Sua è l’ideazione del sepolcro destinato proprio ad Alessandro VII. Si tratta di un monumento funebre che si discosta molto da quello del suo predecessore Urbano VIII: qui il Papa è rappresentato in atto di preghiera, le figure allegoriche di Carità e Verità sul davanti, sono accompagnate da altre due di forte significato, la Giustizia e la Prudenza. Allo stesso modo la Morte, non è più figura quasi subalterna ma è invece rappresentata nella sua vera essenza di veicolo di passaggio verso l’aldilà, portando con sé la clessidra del tempo. Il tono dell’intero complesso è più intimo e votato alla preghiera. Ancora un Papa, Clemente IX Rospigliosi, per il quale esegue statue di angeli da collocare lungo Ponte Sant’Angelo, recanti i simboli della Passione di Cristo. Nel 1674 realizza l’Estasi della Beata Ludovica Albertoni, beatificata dal Papa successivo, Clemente X, nella chiesa di San Francesco a Ripa. È noto come per la creazione delle sue opere scultoree il Bernini si servisse di marmo proveniente dalle cave dell’area apulo-versiliese, proprio quelle fortemente volute da Michelangelo.


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