"Vedo l'arte come veicolo della natura e l'artista come il collezionista di verità e bellezze della natura"
Hiram Powers

Biografia

Scultore americano del neoclassicismo ottocentesco, inizia a lavorare in tenera età come meccanico orologiaio. Si avvicina al mondo dell’arte studiando alla scuola di Frederick Eckstein dal 1826. Nel 1829 inizia a lavorare presso il museo delle cere di Cincinnati, in Ohio, dove crea una ricostruzione dell’Inferno di Dante, accolta con grande acclamazione dal pubblico; all’epoca sua protettrice era la scrittrice Franny Trollope, che lo supporta agli inizi della carriera. Dopo aver studiato a lungo l’arte della modellazione, alla fine del 1834 si trasferisce a Washington D.C. Il suo primo lavoro è un ritratto del Presidente americano in carica Andrew Jackson che, grazie al largo successo, gli porta molte commissioni e la conseguente sicurezza economica.

Nel 1837 si trasferisce in Italia, a Firenze: qui, durante il suo soggiorno si specializza nella ritrattistica a volte anche estrosa, di esponenti dell’alta società, soprattutto busti, ma lavora anche su soggetti a grandezza naturale. Nel frattempo si guadagna la stima e l’amicizia di esponenti dell’arte neoclassica del suo tempo quali Horatio Greenough e Bertel Thorvaldsen. Del 1843 è il suo lavoro più celebre, La Schiava Greca – The Greek Slave in lingua originale – che porta in tour per gli Stati Uniti nel 1847. Nel 1851 poi la espone al Crystal Palace di Londra, un grande centro espositivo nel cuore di Hyde Park. La scultura rappresenta una figura femminile nuda, a grandezza naturale, realizzata in marmo di Seravezza, su modello in creta. Probabilmente l’artista usa come modello la Venere de’ Medici conservata agli Uffizi, che ha sicuramente potuto ammirare nel suo periodo fiorentino. La giovane donna è raffigurata in catene e tiene anche in mano una piccola croce; siamo al tempo della rivoluzione greca, e si immagina la ragazza rapita dai turchi e in attesa di conoscere il suo destino, dopo aver vissuto le atrocità della guerra. In realtà è la personificazione della Grecia stessa, sotto il dominio turco, diverso per fede e feroce nelle repressioni. La reazione del pubblico è molto divisa, tra entusiasti acclamatori e scandalizzati critici.

È questo il periodo più fiorente dell’artista: realizza infatti The Fisher Boy, esposto a Londra insieme a Greek Slave, La Penserosa, Eve Disconsolate, California, America and The Last of the Tribes . Un suo grande collezionista è il Principe russo Anatoli Demidoff, marito della nipote di Napoleone, Matilde Bonaparte. Muore a Firenze, nel 1873 e viene sepolto nel cosiddetto Cimitero degli inglesi.


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