"Non ha l'ottimo artista alcun concetto | ch' un marmo solo in sé non circonscriva | col suo superchio, e solo a quello arriva | la man che ubbidisce all'intelletto" (son. 151, vv. 1-4)

Biografia

Figura emblematica del Rinascimento italiano, genio del suo tempo, caratterizzato da una irrequietezza artistica che lo porta alla continua ricerca di nuove tecniche e ispirazioni. L’infanzia vissuta a Settignano, piccolo paese di scalpellini del circondario di Firenze, ne condiziona molto il gusto artistico, portandolo a privilegiare sempre, tra le arti nobili, la scultura. Nel 1487, in giovanissima età, inizia il suo apprendistato presso la bottega di Domenico Ghirlandaio, una delle più prestigiose dell’epoca. Lavorando col maestro al ciclo affrescato della Cappella Tornabuoni in Santa Maria Novella, apprende le prime basi di tecnica pittorica. Senza finire il triennio di apprendistato, si accosta al mondo della scultura, frequentando il giardino mediceo di San Marco, dove era conservata una parte della collezione medicea di sculture antiche. In questa proprietà era sorta una vera e propria scuola d’arte, finanziata da Lorenzo il Magnifico, per i più promettenti giovani fiorentini.

Il lavoro del giovane Michelangelo ha subito grande impatto sullo stesso Lorenzo, che lo accoglie nella residenza di famiglia come un figlio adottivo, dandogli così l’opportunità di confrontarsi con le personalità più di spicco del suo tempo. Di questo primo periodo sono La Madonna della Scala e La Battaglia dei Centauri, entrambe conservate al museo di Casa Buonarroti. Nel 1492 muore Lorenzo De’ Medici e con lui la fortuna dell’artista presso la casata. Dopo pochi anni Michelangelo lascia infatti Firenze, peregrinando tra Venezia e Bologna, dove lavora all’Arca di San Domenico e alla statua di San Procolo. Rientra a Firenze sul finire del 1495, dove sta cercando di riprendere il potere la famiglia Medici con Lorenzo di Pierfrancesco, dopo la caduta di Piero. Questo nuovo ramo della famiglia riprende con sé l’artista con varie commissioni, tra cui un San Giovannino e un Cupido. Accetta l’anno seguente l’invito del Cardinale Raffaele Riario, noto collezionista di scultura antica, nonostante fosse nemico giurato dei Medici, e si trasferisce a Roma. Realizza subito un Bacco a tutto tondo e, negli anni successivi, una serie di commissioni tra cui la Madonna di Manchester, la Tavola Dipinta della Deposizione, ma soprattutto la Pietà che è oggi in San Pietro, definitiva consacrazione in ambito scultoreo.

Per la realizzazione della Pietà, su commissione del cardinale francese Jean de Bilhères de La Groslaye, nel 1497 Michelangelo si reca a Carrara per scegliere un blocco di marmo adeguato, seguendo il modo di operare degli scultori dell’antichità classica. È l’inizio di un lungo matrimonio tra l’artista e questo prezioso materiale. Nel 1501 decide di tornare a Firenze, dove l’Opera del Duomo gli affida la realizzazione di un colossale David, che viene in seguito collocato davanti al Palazzo della Signoria, diventando il simbolo della città. Negli anni seguenti si dedica alle numerose commissioni che si vede affidare: un David Bronzeo (1502), una Madonna col Bambino (1503) e molti Tondi – Pitti, Taddei, Doni. Negli anni 1504-1507 continuano le commissioni fiorentine. Nel 1505 è richiamato a Roma per l’incarico di costruire il mausoleo di Papa Giulio II Della Rovere; anche in questo caso Michelangelo sceglie il marmo di Carrara come eccellenza di materiale per realizzare la sua opera e torna personalmente in loco per scegliere i blocchi.  L’impresa tuttavia non va in porto e viene accantonata. Nel 1508 si dà invece il via alla realizzazione della volta della Cappella Sistina, terminata nel 1512. 

L’anno successivo, alla morte del Papa, gli eredi decidono di riprendere il progetto della tomba monumentale e, di conseguenza, riprendono i viaggi di Michelangelo alle cave di Carrara. Questi lavori vengono bruscamente interrotti quando Giovanni de’ Medici, figlio di Lorenzo il Magnifico, salito al soglio pontificio con il nome di Leone X, indice una gara per il rifacimento della facciata della Basilica di San Lorenzo a cui invita l’artista a partecipare. Vinta la competizione, Michelangelo sceglie come materiale da costruzione il marmo di Seravezza. La cava era all’epoca mal collegata col mare e quindi il trasporto della materia prima molto difficoltoso. È proprio Michelangelo a creare la strada per il trasporto dei marmi dal Monte Altissimo al recente villaggio di Forte dei Marmi, per il trasporto via mare e poi via fiume fino a Firenze. Purtroppo, dato l’alto costo e difficoltà dell’impresa, nel 1520 il progetto viene annullato. Michelangelo non vede quindi mai estratto il primo blocco di quelle cave che lui stesso ha contribuito ad aprire.

Secondo alcuni studi, rimanendo in ambito versiliese, potrebbe essergli accreditata la paternità del campanile di Pietrasanta. Continua comunque un’intensa attività scultorea per i monumenti funebri dei Papi della dinastia medicea, e altre commissioni da varie parti dell’Italia. Nel 1524 papa Clemente gli commissiona la Biblioteca Medicea Laurenziana. Dopo il sacco di Roma, si mette al servizio del nuovo governo, con incarichi anche politici e non solamente artistici. Nel 1530, riprende i rapporti con Papa Clemente VII e i lavori alla Biblioteca di San Lorenzo. Nel 1533 si inizia a parlare della pittura di un Giudizio Universale per la Cappella Sistina, effettivamente commissionata sotto Papa Paolo III, che lo nomina pittore, scultore e architetto ufficiale del Palazzo Vaticano. I lavori hanno termine nel 1541. Sotto questo pontificato continua ad avere entusiaste commissioni. Gli ultimi decenni di vita di Michelangelo sono caratterizzati da un progressivo abbandono della pittura e anche della scultura; prendono consistenza invece numerosi progetti architettonici. Il 18 febbraio 1564, quasi ottantanovenne, Michelangelo muore a Roma, nella sua residenza di piazza Macel de' Corvi.


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