“per essere il fanciullo molto vivo ed in tutte l’ azioni sue tanto fiero[…], era fra gli altri fanciulli e nella scuola e fuori un diavolo che sempre travagliava e tribolava sè e gli altri…”
Giorgio Vasari, Vite

Biografia

Nome completo Niccolò di Raffaello di Niccolò dei Pericoli, detto Il Tribolo, è un importante esponente del manierismo italiano. Il soprannome sembra che derivi da una estrema iperattività da ragazzo, che causa problemi e fastidi continui ai compagni di scuola. Nella Firenze cinquecentesca è uso comune attribuire soprannomi che spesso finiscono per prendere il posto del nome di battesimo, soprattutto trattandosi di personaggi di una certa fama. Lo stesso appellativo di “Pericoli” gli derivava da un altro soprannome, quello del padre, che era soprannominato appunto “il Riccio de’ Pericoli”. Poche sono le notizie circa la sua infanzia, infatti non è neanche certa la sua data di nascita, collocabile tra 1497 e 1500. Certo è che ha frequentato la scuola di Jacopo Sansovino; numerose opere del suo periodo giovanile vengono citate dal Vasari nelle Vite, ma ad oggi non siamo in grado di individuarle, anche se è riconoscibile l’influenza del maestro in tutta la sua produzione. 

Prima data certa che lo riguarda è il 1517, anno in cui rientra a Firenze da un viaggio a Venezia con Benvenuto Cellini, e inizia la sua attività artistica autonoma. La sua scultura ricorda per alcuni versi Michelangelo, che influenza inevitabilmente tutta la produzione artistica dell’epoca, soprattutto per la forza del tratto del disegno e il ritmo delle composizioni. Negli anni compresi tra 1525 e 1527 lavora ai Rilievi del portale della Basilica di San Petronio, a Bologna. Per la stessa Basilica realizza più tardi, nel 1537, anche un’Assunta da collocare nella cappella delle Reliquie. Intorno agli anni ’30 diventa architetto di corte di Cosimo I de’ Medici. Presto viene inviato a Roma a prendere contatto con Michelangelo per terminare a costruzione della Biblioteca Medicea Laurenziana, rimasta incompiuta, e i cui lavori vengono seguiti dal Tribolo stesso. Altre commissioni come architetto lo vedono impegnato nella progettazione della cappella funebre di Eleonora di Toledo a Pisa, e dal 1545 nella ristrutturazione della Villa medicea di Poggio a Caiano, con le grandiose scuderie e il recinto murato con i "baluardi".

Tra le opere scultoree di questi anni la personificazione di Fiesole al Museo del Bargello, dal gusto classicamente arcadico. Tra il 1530 e il 1533 lavora ai Rilievi per il Santuario della Santa Casa di Loreto, portando a termine un  progetto iniziato da Andrea Sansovino nel 1513. Dopo il 1537, è ancora al servizio della famiglia Medici, per cui progetta e realizza La Fontana del Labirinto nella Villa medicea La Petraia, vera e propria residenza della casata regnante fiorentina. La fontana in pietra serena è sormontata da una Venere in bronzo attribuita al Giambologna. Altra fontana famosa è la Fontana di Ercole nella Villa di Castello, palazzo mediceo con funzioni principalmente di rappresentanza. L’altissimo stelo conferisce straordinaria eleganza con intorno un circuito di putti. Per la stessa villa progetta la straordinaria architettura della Grotta degli Animali, decorata ancora una volta con sculture del Giambologna.

Seguendo il percorso iniziato da Michelangelo e seguito da moltissimi contemporanei, si serve delle cave di marmo apulo-versiliesi per la realizzazione delle sue opere marmoree. Molto famoso per la progettazione di giardini “all’italiana”, che in ambito toscano si caratterizzano per i disegni geometrici negli spazi aperti e per la presenza frequente di decorazioni scultoree. Il suo intervento più celebre riguarda la prima sistemazione del Giardino di Boboli. L’opera resta incompiuta a causa della morte dell’artista e viene portata a termine da suo genero e collaboratore, Davide Fortini. Questi giardini non sono solo governati da un puro gusto estetico, ma seguono un preciso tema iconografico, specifico e diverso per ogni progetto, il cui filone si può riscontrare nella scelta delle sculture e delle decorazioni, quasi sempre di gusto classico e con motivi mitologici. 


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