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"Sono le mani che realizzano le opere. È il mestiere che traduce le idee in materia, fin dalla più remota antichità, fino dalla preistoria… Le sculture urlano in silenzio e ci raccontano il tempo. Lo scultore prende un frammento di poesia e lo fa diventare di pietra"
Lectio magistralis di Pietro Cascella presso l’Accademia di Carrara nel 2007

Biografia

Scultore, pittore, ceramista erede artistico del nonno Basilio Cascella, del padre Tommaso e dello zio Michele, inizia da giovanissimo a interessarsi alla pittura seguendo gli insegnamenti del padre. Nel 1938 inizia a frequentare i corsi dell’Accademia delle Belle Arti di Roma e negli anni ‘40 espone alla IV Quadriennale d’arte di Roma e alla XXIV Biennale di Venezia, nella prima edizione post bellica, e ancora nel 1956, nel 1966 (sala personale), nel 1972 e nel 1986. Nel primo dopoguerra abbandona la pittura per dedicarsi prevalentemente alla scultura in pietra e in bronzo. Con il fratello Andrea e Anna Maria Cesarini, sua futura moglie e madre di Tommaso Jr. e Susanna, apre un piccolo studio dove si occupa di scultura e ceramica.

Alla fine degli anni ‘50 si reca per la prima volta in Versilia per collaborare con l’azienda Henraux e partecipare al progetto dell’imprenditore Erminio Cidonio di fare di Querceta un centro internazionale per la scultura moderna.
A metà degli anni ‘60 conosce la scultrice svizzera di Basilea Cordelia von den Steinen, sua seconda moglie e madre di Jacopo. Negli anni ‘70 inizia a dedicarsi a una lunga serie di opere monumentali in marmo, in travertino e in pietra, solitamente composte da masse pietrificate levigate, aspre o corrose in cui si fondono impegno sociale e progetti di scultura su scala urbana: l’Arco della Pace a Tel Aviv, Bella ciao monumento alla Resistenza per la città di Massa Carrara, Monumento a tutti i giorni realizzato nel 1980 per la piazza della cattedrale di Pescina, La nave realizzata nel 1987 in marmo di Carrara e posta sul lungomare di Pescara e il monumento ai martiri di Auschwitz sono solo alcuni esempi. Nel 1971 partecipa al XXIII Salon de la Jeune Sculpture di Parigi, tiene una mostra al Palais de Beaux Arts di Bruxelles e gli viene allestita un’ampia personale alla Rotonda della Besana di Milano.
Gusto spiccato per il grandioso, senso di potenza ed energia nelle opere monumentali come nelle sculture di piccole dimensioni, l’uso della pietra definita dall’artista "l’ossatura della terra", e il recupero dell’antica naturalità ed integrità dell’uomo, ricerca e definizione di forme essenziali, esemplari e archetipiche, sono le caratteristiche della scultura di Cascella.

Numerose sono le sue mostre personali, tra le quali: Galleria del Naviglio, Milano (con il fratello, 1954); Galleria dell'Obelisco, Roma 1962; Galleria del Milione, Milano 1962; Galleria Bonino, New York 1965; Biennale di Venezia (sala personale, 1966 e ambientazione, 1972); Galerie du Dragon e Musée d'Ixelles, Parigi 1968; Musée d'Art Moderne, Parigi 1971; Galerie Buchholz, Monaco di Baviera 1979; Magazzini del Sale, Siena 1984; Venezia 2000; Camera dei Deputati, Roma 2000; Museo Piaggio, Pontedera 2001; Palazzo Rocca, Chiavari 2002; Circolo Artistico, Bologna 2003; IX Biennale de Il Cairo (sala personale, 2003).
Prende parte anche a molte mostre collettive in Italia e all'estero, fra le quali si ricordano: III Sindacale Nazionale, Roma 1941; "Artistas Italianos de Hoje" 1963, Museo d'Arte Moderna, San Paolo, Brasile; Salon de la Jeune Sculpture, Parigi 1971; sculture della Società Henraux, Palazzo dei Diamanti di Ferrara 1972; Biennale di Middelheimpark, Anversa 1973. Si dedica soprattutto alla realizzazione di opere a carattere monumentale, tra cui le più importanti: negli anni '70: "Arco della Pace" 1972, Tel Aviv; "Omaggio all'Europa", Strasburgo; "Monumento a Giuseppe Mazzini" 1974, Milano; "Sole e Luna", Riad; "Bella Ciao", Massa; negli anni '80: "Cento Anni di Lavoro", stabilimento Barilla, Parma; "Nave", Città di Pescara; Piazza, Milano Tre; "Campo del Sole" 1985, Tuoro sul Trasimeno, ideato, tra gli altri, insieme a Cordelia von den Steinen e Mauro Berrettini; negli anni '90: "Volta Celeste" e altre sculture 1993, Arcore; "Agorà", Università di Chieti; "Monumento della Via Emilia", Parma; Porta della Sapienza, Pisa; "Ara del Sole", Ingurtosu, Sardegna; "Teatro della Germinazione", Parco Nazionale d'Abruzzo; "Fontana" 2000, Città di Chiavari; "Fontana" per la Baraclit 1999, Casentino; "Fontana" 2003, Guastalla.
Dal 1983 è membro dell'Accademia Nazionale di San Luca di Roma (di cui è stato presidente). Nel 2003 riceve sia il Premio Internazionale "F.lli Rosselli" a Pietrasanta che il Premio "Guglielmo Marconi" a Bologna. Arriva in Versilia alla fine degli anni '50 per realizzare alcune opere alla Henraux, dove da allora collabora anche con altri laboratori del marmo: Giorgio Angeli, Bertozzi e Frediani, Piero Bibolotti, Bottega Versiliese, Giulio Cardini, Livio Garibaldi, Nilo Giannaccini, Iacopo Giannoni, Giovanni Gozzani, Sauro Lorenzoni, Mirto Nannini, Officina, Pio Rossi, tutti nell'area di Pietrasanta e lo Studio Nicoli a Carrara. Lavora anche presso le Fonderie Tommasi, Del Chiaro, Mariani e L'Arte. Dal 1973 il suo artigiano di fiducia è Liborio Vizzoni. Partecipa a diverse mostre nell'area apuo-versiliese, tra cui si ricordano: Galleria Comunale, Forte dei Marmi (personale, 1986); Biennale di Carrara 1967, 1969 1998 2000; e sala dedicata "ad memoriam" 2008; Piazza del Duomo e Chiesa di Sant'Agostino, Pietrasanta (personale, 2001), a cui dona la scultura "Memoria di Pietrasanta"; scenografia "Turandot" 2003, Festival Puccini, Torre del Lago.

Pietro Cascella si è spento nel 2008 a 87 anni nella sua casa di Pietrasanta, in provincia di Lucca.


Le immagini pubblicate nella TimeLine sono state estratte dal sito www.archimagazine.com, www.scultura-italiana.com, www.newcom.pr.it, www.treccani.it

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