"Ho bisogno di arte come ho bisogno di Dio"
Tracey Emin

Biografia

Inglese di discendenza turca, subisce un atto di violenza sessuale all’età di 13 anni, che condizionerà evidentemente il suo lavoro di artista per tutto il corso della sua carriera. Nessuna delle sue opere giovanili si è salvata dalla distruzione che lei stessa ne ha perpetrato, a seguito di un forte dolore personale, dovuto alla perdita dei due gemelli che aspettava. 

L’inizio della sua carriera la vede aprire un negozio, insieme a una collega, Sarah Lucas, in cui esporre i propri lavori: viene così notata dal gallerista Joshua Compston e da Jay Jopling, che diventa il suo dealer. Emin lavora sui più disparati materiali: fotografia, pittura, neon, pellicola, installazioni, sculture, esportandoli in tutto il mondo. Nel 1993 la prima personale alla White Cube Gallery, chiamata My Major Retrospective, di stampo autobiografico e comprendente fotografie, dipinti e elementi della sua vita privata. Nel 1995 apre addirittura un Tracey Emin Museum presso Waterloo Road a Londra, poi chiuso nel 1998. Dello stesso anno è una delle sue opere più famose, "Everyone I Have Ever Slept With 1963–1995", conosciuta anche come "The Tent", realizzata presso la Saatchi Gallery e andata poi distrutta nel 2004, a seguito di un incendio. Una vera e propria tenda da campeggio, rivestita all’interno con una sorta di collage di nomi propri di persona.

Nel 1999 partecipa al Turner Prize, un premio di arte contemporanea annuale, organizzato alla Tate Gallery a favore di artisti britannici al di sotto dei 50 anni di età. Finisce nella shortlist dei candidati ed espone "My Bed" alla Tate stessa, aspramente criticato da una parte degli esperti, a causa della estrema realisticità dell’installazione che comprende biancheria sporca, spazzatura, macchie da fluidi corporei. Nello stesso anno esibisce una rassegna dedicata alla vita personale di Lady Diana, "Temple of Diana", presso The Blue Gallery, anche in questo caso creando non poco scalpore.

Una stretta collaborazione con star della musica e della moda di fama internazionale quali George Michael, Madonna e Kate Moss portano alla creazione di lavori del tutto peculiari quali "UK Music Hall of Fame award", "Moss Kin". Si lega sentimentalmente all’artista Billy Childish e al movimento Stucchista da lui fondato. Nel 2001, ancora presso la White Cube, una personale dal titolo "You forgot to kiss my soul". Nel 2004 inizia la sua collaborazione italiana con la Galleria Lorcan O’Neill di Roma, esponendo "I'll Wait For You In Heaven", che comprende installazioni al neon e con i materiali più disparati. 

E' del 2005 la sua prima scultura pubblica, in bronzo, destinata ad essere posta nei pressi dell’Oratorio adiacente la Cattedrale di Liverpool, e commissionata dalla BBC. L’anno successivo è la volta di "More Flow", realizzata ancora grazie alla partnership romana con Lorcan O’Neill. Nel 2007 è tra i protagonisti del Padiglione del Regno Unito della 52a Biennale di Venezia con Tracey Emin: Borrowed Light. Nel 2008 la sua prima retrospettiva Tracey Emin – Twenty Years retrospective, tenutasi ad Edimburgo; la Scottish National Gallery of Modern Art registra nell’occasione il record di visitatori per una mostra di un artista vivente. Una nuova retrospettiva nel 2011 "Love Is What You Want", una rassegna di ogni genere di lavoro dell’artista, presso l’Hayward Gallery di Londra, che comprende opere già esposte come quadri, disegni, fotografie e video e nuovissime installazioni di grandi dimensioni. Partecipa a Frieze nello stesso anno con The Vanishing Lake, una installazione site specific a Fitzroy Square. In Italia realizza Why Be Afraid … a Roma.

Nel 2012 è designata a portare la torcia Olimpica attraverso la città di Margate. E ancora a Roma mette in atto "You Saved Me". Nel 2015 è in mostra di nuovo a Roma presso la Lorcan O’Neill Gallery con Waiting to Love. Si rivolge ai laboratori di Pietrasanta per la creazione di alcune delle sue opere scultoree. I suoi lavori sono presenti in svariati musei  e collezioni pubbliche, tra cui: British Museum, Camden Arts Center a Londra, Denver Arts Museum, Museum of Contemporary Art Los Angeles, Museum of Contemporary Art San Diego, MoMA – Museum of Modern Art – New York  (USA), Garage Center for Contemporary Sculpture di Mosca, Hara Museum di Tokyo, Museum van Loon di Amsterdam, Centre Pompidou di Parigi, Collezione Deutsche Bank.


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