Le sette vite di un dipinto

Vedere un dipinto attraverso gli occhi di un restauratore è sempre un processo che richiede il necessario atto di “spogliarsi” da ogni preconcetto e luogo comune in cui spesso è immersa la visione comune dell’arte.

Pittura, scultura, grafica e quanto rappresentasse la realtà o un concetto astratto, doveva essere realizzato materialmente da un “Artigiano” specializzato in quel mestiere.

Non già “arte”, quindi, ma “artigianalità”. E in questa ottica è necessario individuare anche un dipinto e il suo “uso”, considerando che l’immagine poteva essere oggetto di modifiche sostanziali come  la sostituzione oppure l’eliminazione di personaggi, oggetti e figure, fino al completo stravolgimento della scena principale.

Il protagonista della conferenza al MuSA il sabato 4 giugno alle ore 18:00 sarà il restauratore Massimo Bonino che illustrerà le varie tappe del complesso restauro di un dipinto del Seicento che, nel corso dei secoli, ha subito varie volte cambiamenti delle caratteristiche visive, mantenendo allo stesso tempo la propria identità.

Un radicale restauro, suggerito dalle pessime condizioni conservative del quadro, ha permesso di svelare e di ordinare tutti gli interventi che hanno modificato per secoli l’idea figurativa primaria. Sono state messe in atto operazioni che hanno teso a salvaguardare sia il soggetto principale sia i vecchi interventi oramai storicizzati ed entrati a fare parte del tempo-vita del dipinto.

Durante l’incontro verranno condivise con il pubblico le tecniche operative e le indagini che sono occorse per l’individuazione delle sovrapposizioni pittoriche, sino al risultato finale che ha visto l’opera ricollocata nella sua sede originale.

INGRESSO GRATUITO

 

 

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